Telemarketing

Telemarketing: il temuto nemico dell’Autorità Garante

Con il termine telemarketing indichiamo l’insieme delle attività di marketing che consistono nel contatto telefonico diretto fra un’azienda (o più aziende consociate) e la rispettiva clientela. La finalità di questo contatto è di tipo commerciale, dunque, consiste nella vendita telefonica di beni o servizi. In altri casi, invece, si tratta di pubblicizzazione commerciale di attività o prodotti.

Nel corso degli anni, si è assistito ad un notevole aumento di questa attività, che tuttavia viene svolta sempre più in modo “aggressivo” e indesiderato. A dimostrazione di ciò sono le costanti e gravose sanzioni comminate dall’Autorità Garante in capo a società a causa dello svolgimento di attività di marketing non propriamente compliant alla normativa privacy.

Basti ricordare il caso della sanzione di 60 mila euro ad un call center operante nel settore dei contratti di energia elettrica per trattamento illecito di dati personali. Da ultimo, importante è anche il recente caso che ha coinvolto la società Enel Energia, la quale è stata soggetta alla sanzione più alta mai irrogata fino ad ora dall’Autorità Garante e di cui ne abbiamo parlato in un nostro precedente articolo. Da questa vicenda risulta chiaro di come una realtà aziendale non debba solamente limitarsi a svolgere, direttamente o indirettamente, attività di marketing in modo conforme alla normativa privacy ma di come sia anche indispensabile adottare tutte le precauzioni necessarie a prevenire lo svolgimento di attività illecite di marketing da parte di procacciatori abusivi.

Un codice di condotta tra le armi della privacy

Le numerose e gravose sanzioni comminate difficilmente hanno agito da deterrente per lo svolgimento di attività di marketing illecito. Allo stesso modo, non rappresenta un deterrente l’attivazione di un apposito servizio telematico per segnalare all’Autorità la ricezione di telefonate indesiderate o la presenza del Registro pubblico delle opposizioni (RPO).

Ma la lotta combattuta al contrasto del marketing illecito, nonostante risulti impegnativa, non si ferma. A dimostrarlo è stato l’accreditamento da parte dell’Autorità Garante dell’Organismo di monitoraggio (OdM) del codice di condotta per le attività di telemarketing e teleselling.

Ma cosa si intende per codice di condotta e perché tale accreditamento è di così rilevante importanza? Vediamolo insieme.

L’accreditamento dell’Organismo di monitoraggio del codice di condotta per le attività di telemarketing e teleselling

I codici di condotta sono strumenti di autodisciplina adottati, su base volontaria, da associazioni e altri organismi rappresentanti specifiche categorie di titolari e responsabili del trattamento. Essi hanno lo scopo di garantire all’interno dello specifico settore a cui si riferiscono l’applicazione efficace, coerente e omogenea delle norme in materia di protezione dei dati personali da parte delle categorie di titolari e responsabili che vi aderiscono. Il Regolamento 679/2016 all’art. 40 sancisce che “gli Stati membri, le autorità di controllo, il Comitato europeo per la protezione dei dati e la Commissione incoraggiano l’elaborazione di codici di condotta destinati a contribuire alla corretta applicazione del Regolamento, in funzione delle specificità settoriali e delle esigenze specifiche delle micro, piccole e medie imprese”.

Dunque si può pensare al codice di condotta come un piccolo manuale d’istruzioni che la singola realtà dovrà seguire al fine di poter rendere la propria attività il più conforme possibile alle regole in materia di privacy.

L’iter da seguire

Per quanto riguarda l’iter da seguire affinché un codice di condotta acquisisca efficacia, è necessario che le associazioni e gli altri organismi che intendono elaborare il codice (ma anche modificare o prorogarne uno esistente) sottopongano il progetto all’Autorità Garante. Quest’ultimo lo approva una volta espresso un parere positivo sulla conformità del progetto di codice al Regolamento. A seguito di tale approvazione, si renderà necessaria la costituzione e l’accreditamento dell’Organismo di monitoraggio (OdM) del codice. Si tratta di un organismo indipendente chiamato a verificare l’osservanza del codice di condotta da parte degli aderenti e a gestire la risoluzione degli eventuali reclami. Per tale accreditamento, l’OdM dovrà essere in possesso di specifici requisiti, tra i quali: trasparenza e imparzialità nella gestione dei reclami aventi ad oggetto le violazioni del codice di condotta da parte degli aderenti o l’effettiva capacità di monitoraggio sul rispetto dei principi contenuti nel codice.

Di conseguenza, riportando l’attenzione al settore del telemarketing, con il recente accreditamento dell’Organismo di monitoraggio (OdM) l’Autorità Garante ha ritenuto che l’OdM proposto da associazioni di committenti, call center, teleseller, list provider e associazioni di consumatori sia in possesso dei requisisti previsti dal Regolamento. Perciò, può ritenersi completato l’iter per la piena applicazione del Codice di condotta che regola le attività di teleselling e di telemarketing.

L’obiettivo di un telemarketing privacy compliant

Come riportato nel comunicato dell’Autorità Garante, con l’approvazione del codice di condotta in questione, gli operatori di comunicazioni elettroniche e i partner commerciali che svolgono attività di call center aderenti al codice dovranno adottare misure specifiche per garantire la correttezza e la legittimità dei trattamenti di dati svolti lungo tutta la “filiera” del telemarketing.

Nello specifico, gli aderenti dovranno porre in essere una serie di adempimenti, tra i quali raccogliere consensi specifici per le singole finalità, informare precisamente gli interessati contattati sull’uso dei propri dati, assicurare il pieno esercizio dei diritti di opposizione al trattamento, rettifica e aggiornamento dei dati previsti dalla normativa privacy, nonché effettuare una valutazione di impatto nel caso in cui svolgano trattamenti automatizzati, compresa la profilazione, che comporti un’analisi sistematica e globale di informazioni personali.

Inoltre, il codice di condotta stabilisce l’applicazione di una penale o la mancata corresponsione della provvigione per ogni contratto stipulato a seguito di un contatto promozionale senza consenso.

Conclusione

Grazie a quest’ultimo passaggio è chiaro di come, a livello formale, sia stata predisposta un’ulteriore e consistente iniziativa finalizzata alla protezione dei dati personali dei cittadini. Tuttavia, non resta che verificare se quest’ultima arma sfoderata dall’impianto normativo a tutela degli interessati riesca effettivamente a contrastare lo svolgimento di attività illecite di telemarketing nella realtà quotidiana.

 

 

 

 

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