Droni

È stata avviata un’istruttoria da parte dell’Autorità Garante nei confronti della Rai per violazione della privacy attraverso l’utilizzo di droni.

Sembra, infatti, che la nota società radiotelevisiva italiana possa essere potenziale autrice di una presunta violazione della privacy nei confronti dell’imprenditore John Elkann. L’abitazione di quest’ultimo pare sia stata oggetto di riprese video effettuate attraverso l’utilizzo di droni da parte di una troupe della trasmissione televisiva “Porta a Porta”, secondo quanto riportato da notizie di stampa.

L’utilizzo di droni per fini ricreativi e per fini giornalistici

Per quanto riguarda l’utilizzo di droni muniti di fotocamera a fini ricreativi, l’Autorità Garante si è già pronunciata in precedenza, esponendo diversi accorgimenti da seguire, tra cui:

  • evitare di invadere spazi personali altrui;
  • utilizzare degli strumenti che rispettino i principi di privacy by design e privacy by default, ossia che siano costruiti e configurati per raccogliere il minor numero di dati possibile;
  • evitare la diffusione di riprese realizzate con il drone senza il consenso dei soggetti ripresi e, nell’ipotesi in cui sia eccessivamente difficile raccogliere il consenso degli interessati, diffondere le immagini esclusivamente se i soggetti ripresi non siano riconoscibili (perché ripresi da lontano o perché si è proceduto all’oscuramento dei volti).

Se da un lato l’utilizzo di droni e delle relative riprese a fini ricreativi incontra diversi limiti, dall’altro lato possiamo trovarci davanti a particolari situazioni in cui le disposizioni a tutela della protezione dei dati personali sembrano spostarsi in secondo piano. È il caso dell’utilizzo e della diffusione delle riprese video-fotografiche per fini giornalistici.

Tuttavia, è necessario chiarire che, nonostante la professione del giornalista possa essere soggetta a restrizioni che possono apparire meno stringenti, essa non è in alcun modo da considerarsi completamente estranea alla disciplina della protezione dei dati personali. Infatti, è sottoposta a regole deontologiche finalizzate a contemperare la necessità di tutela dei diritti fondamentali della persona con il diritto dei cittadini all´informazione e la libertà di stampa.

Il provvedimento dell’8 giugno 2023

Per chiarire ciò, ricordiamo la sanzione di 40 mila euro inflitta dall’Autorità Garante ad un periodico. Quest’ultimo aveva pubblicato fotografie che raffiguravano momenti di vita privata di una persona nota nella propria abitazione, in violazione dei principi generali del trattamento e delle regole deontologiche sull’attività giornalistica.

L’Autorità ha definito le modalità con cui sono state scattate le fotografie come un trattamento di dati personali che vìola i principi di correttezza e trasparenza. In aggiunta, ha ribadito la necessità da parte del periodico di rispettare la legittima aspettativa di riservatezza che un soggetto gode nella propria abitazione, nonché la necessità di valutare caso per caso se le fotografie pubblicate rispettino o meno il principio di essenzialità dell’informazione, risultino di interesse pubblico e quanto la presenza di quest’ultimo possa giustificare la compressione del diritto al rispetto della vita privato dell’interessato.

Conclusione

Sulla base di queste premesse, l’Autorità sottolinea che anche nell’esercizio dell’attività giornalistica si deve tenere conto delle disposizioni in materia di protezione dati personali. Dunque, l’Autorità ha richiesto alla società Rai di fornire osservazioni e documenti in merito alla presunta vicenda, riscontro che dovrà pervenire all’Autorità entro dieci giorni.

 

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