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L’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Spagnola (AEPD) ha sviluppato un nuovo sistema di verifica dell’età che mira a conciliare le esigenze di protezione dell’infanzia e l’interesse superiore del minore con il diritto fondamentale alla protezione dati personali.

Introduzione

Il facile accesso dei minori ai contenuti online (secondo dati I.Stat, il 98 % dei minori di 14 anni navigano regolarmente su internet), costituisce una finestra aperta su informazioni inappropriate per i minori, informazioni che, in molti casi, si palesano accidentalmente mentre il minore sta svolgendo un’attività su Internet.

Limitare l’accesso dei minori a contenuti inappropriati rappresenta una sfida importante per i legislatori e i governi,  poiché non esiste ancora uno strumento soddisfacente di verifica dell’età, al di là dei sistemi di controllo parentale. Di fronte a questo problema, le autorità europee per la protezione dei dati stanno cercando nuovi modelli e sistemi per proteggere i minori e i loro dati. Di seguito vengono presentati i casi di Italia e Spagna, che potrebbero segnare una svolta nella protezione dei minori.

Italia e le Linee Guida dell’AGCOM

Nel mese di novembre 2023 sono state approvate le Linee Guida dell’AGCOM, attraverso le quali i fornitori di servizi di accesso a Internet (ISP -Internet Services Provider) sono tenuti a rispettare una serie di obblighi al fine di un’effettiva implementazione di sistemi di Parental Control.

Queste Linee Guida presentano un decalogo per gli ISP che mira a incrementare quanto disposto dal Decreto-legge 28/2020, il quale stabilisce l’obbligo per diversi soggetti, compresi gli operatori telefonici, di implementare correttamente i sistemi di “controllo parentale”, di limitare e di bloccare l’accesso a contenuti destinati a un pubblico di età adulta (pornografia, violenza, armi, droghe etc.). Tra altre considerazioni, le Linee Guida l’AGCOM stabiliscono che:

  • I fornitori ISP devono mettere a disposizione degli utenti sistemi di controllo parentale.
  • Il servizio deve essere offerto gratuitamente, senza imporre costi correlati all’attivazione, disattivazione configurazione o funzionamento degli stessi.
  • I sistemi devono essere inclusi e attivati by default nelle offerte dedicate ai minori e possono essere disattivati, riattivati e/o configurati solo dai titolari del contratto e da coloro che esercitano la potestà genitoriale sul minore.

Tuttavia, il sistema sviluppato dall’AGCOM non risolve la problematica della verifica dell’età, poiché la limitazione all’accesso al contenuto inadeguato è vincolata alla rete telefonica, e potrebbe essere eluso facilmente, ad esempio attraverso, l’utilizzo di reti Wi-Fi.

Spagna e i sistemi di verifica dell’età

L’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Spagnola (AEPD) ha presentato il 14 dicembre 2023 una proposta pratica per un sistema di verifica dell’età e di protezione dei minori su Internet dall’accesso a contenuti per adulti.

Con la presentazione di questo sistema, l’AEPD cerca di rispondere all’esigenza della società che ritiene che i sistemi di verifica dell’età ad oggi risultino rischiosi. Ad esempio, permettono la localizzazione dei minori attraverso internet, l’identificazione dell’utente mediante esposizione della sua identità a terzi, l’utilizzo di sistemi di profilazione, l’incertezza sulla età dichiarata dall’utente, etc.. Dimostra, inoltre, che è tecnicamente possibile proteggere i minori dall’accesso a contenuti inappropriati, garantendo al contempo l’anonimato degli adulti durante la navigazione in Internet.

Questo strumento non è ancora stato implementato, ma potrebbe rappresentare una svolta nei sistemi di verifica dell’età, poiché consente di tutelare gli interessi dei minori e il diritto fondamentale alla protezione dei dati personali; infatti, il sistema è basato su un decalogo di principi, tra cui:

  1. Il sistema di protezione dei minori da contenuti inappropriati deve garantire che non sia possibile identificare, tracciare o rintracciare i minori attraverso Internet.
  2. La verifica dell’età deve essere orientata verso persone di età adeguata che dimostrino il loro status di “persona autorizzata all’accesso” e non deve consentire la prova dello status di “minore”.
  3. L’accreditamento per l’accesso a contenuti inappropriati dovrebbe essere anonimo per gli ISP e le terze parti.
  4. La verifica dell’età deve essere effettuata in modo certo e l’età deve essere classificata come “persona autorizzata ad accedere”.
  5. Il sistema deve garantire che le persone non possano essere profilate sulla base della loro navigazione.
  6. Il sistema deve garantire che l’attività di un individuo non sia collegata tra diversi servizi.
  7. Il sistema deve garantire l’esercizio della potestà genitoriale da parte dei genitori.

L’installazione del sistema può avvenire attraverso un’applicazione scaricata sul cellulare, sul computer e/o sulle consolle di videogiochi, con una modalità simile allo SPID. Per questa ragione, il successo della sua implementazione dipende dalla cooperazione dei fornitori di coinvolti (siti pornografici, siti di gioco d’azzardo, siti di social network con contenuti di ogni tipo, siti di shopping che vendono articoli come tabacco o alcolici, ecc.) e dei browser per bloccare e connettersi all’applicazione.

Il meccanismo descritto, tuttavia, potrebbe venire aggirato dal minore che utilizza il device dei suoi genitori o altre persone adulte per accedere ai contenuti inappropriati.

Conclusione

Sebbene nessuno dei due sistemi esposti sia affidabile al 100 %, l’implementazione di queste misure e la collaborazione tra istituzioni, famiglie e fornitori possono rappresentare una soluzione efficace per evitare l’accesso dei minori a contenuti inadeguati.

Legge privacy e minorenni

 

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