Sconcerto per il servizio del TG1 in violazione di qualsiasi norma di tutela della riservatezza, della protezione dei dati. In onda le immagini, rilevate dall’impianto di videosorveglianza dell’Ospedale di Aprilia, di una donna che abbandona il figlio neonato davanti al Pronto Soccorso.

Increscioso l’episodio che ha visto protagonista un servizio del TG1. Il telegiornale del servizio pubblico ha trasmesso le immagini in chiaro di una donna, che indossava un cappuccio ed una mascherina, mentre abbandonava il figlio neonato davanti al pronto soccorso dell’Ospedale di Aprilia.

Ciò che indigna maggiormente è la diffusione sconsiderata di immagini così sensibili, senza ricorso a tecniche di oscuramento del volto, in aperta violazione tanto dei diritti in materia di riservatezza e di protezione dei dati, quanto delle regole di deontologia professionale.

La condanna arriva, unanime, dall’Ordine nazionale dei giornalisti e dall’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, che provvederanno ad avviare i dovuti procedimenti per l’accertamento delle responsabilità e per la comminazione delle dovute sanzioni.

L’installazione delle telecamere all’interno dell’Ospedale di Aprilia è, presumibilmente, legittimata da esigenze legate alla sicurezza di un luogo aperto al pubblico. L’accesso alle immagini dell’episodio, la connessa estrapolazione e la diffusione delle stessa a soggetti non competenti a riceverle, costituiscono gravissime violazioni della sfera di riservatezza degli individui e della normativa in materia di protezione dei dati personali.

L’insegnamento che ne traiamo: attenzione ad utilizzare “a cuor leggero” le registrazioni delle telecamere! L’installazione di un impianto di videosorveglianza non legittima tout court un utilizzo indiscriminato delle immagini che vengono registrate.

Ti serve una consulenza privacy?

Il nostro team sarà felice di trovare la soluzione perfetta per te!