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L’Autorità Garante per la protezione dei dati personali in Francia ha annunciato l’avvio di una procedura di controllo avverso il Ministero dell’Interno francese in merito all’utilizzo non dichiarato dei dati ricavati dagli impianti di videosorveglianza. In particolare, il CNIL si concentra sul possibile utilizzo occulto di un software per il riconoscimento facciale dei soggetti.

Si tratta del software di analisi delle immagini prodotto da BriefCam, società di origine israeliana, che la polizia nazionale avrebbe utilizzato, ed utilizzerebbe tutt’ora, all’insaputa dei cittadini, con il benestare del Ministero competente.

Al centro del dibattito ci sono la tutela dell’incolumità pubblica, la sicurezza e la prevenzione di reati, specie nel corso di grandi eventi che vedono coinvolte grandi masse. Il caso riapre il dibattito apertosi riguardo l’opaca norma sulla sorveglianza algoritmica, che sarà temporaneamente introdotta in occasione dei giochi olimpici di Parigi in programma per il 2024.

Le istanze di sicurezza sono indubbiamente legittime, in astratto. Ma è fondamentale comprendere quali sono le modalità concrete e le finalità di utilizzo di questi dati. Ci si chiede se sia necessario identificare biometricamente i soggetti, chi avrebbe possesso di queste banche dati e quanto questo potrà portare a forme di controllo e repressione che esulano la paventata tutela della sicurezza dei luoghi pubblici.

Come viene effettuato questo riconoscimento e da chi? Si tratta di una sorveglianza biometrica di massa vietata dalla legge francese? Queste le domande del parlamentare francese e membro del CNIL Philippe Latombe, che evidenzia una serie di criticità dovute all’assenza di qualsiasi informazione trasparente riguardo un procedimento arbitrariamente attivato, sottratto dalla garanzia di qualsiasi controllo, pur anche giudiziale.

Il tema è scottante e quanto mai attuale, la tutela della sicurezza pubblica non può determinare un controllo massivo, senza regole. Le esigenze predette vanno bilanciate con i diritti e le libertà fondamentali, perché occorre sempre predisporre tutele e limiti di fronte a strumenti potenzialmente oppressivi. Seguiremo la vicenda con molta attenzione, per quello che sarà un importante banco di prova per il futuro sviluppo di tale tipologia di sistemi.

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