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Il Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB) e il Garante europeo della protezione dei dati (EDPS) hanno emesso un parere congiunto sulla proposta di regolamento sull’euro digitale come valuta digitale della banca centrale europea, al fine di garantire che la protezione dei dati sia incorporata sin dalla fase di progettazione dell’euro digitale.

L’euro digitale sarà la nuova forma di moneta digitale della BCE da utilizzare nei pagamenti al dettaglio, che mira a integrare il contante fisico in euro. Gli obiettivi politici dell’istituzione dell’euro digitale sono garantire ai cittadini dell’UE l’accesso continuo alla moneta della banca centrale nel contesto di un uso decrescente del contante fisico, sostenere l’inclusione finanziaria e promuovere l’innovazione e l’autonomia strategica dell’UE in materia di pagamenti. Nell’aprile 2021, la BCE ha pubblicato una relazione sui riscontri forniti durante la consultazione pubblica. Dal rapporto è emerso che la riservatezza è stata considerata la caratteristica più importante per l’euro digitale dal 43% degli intervistati, sia cittadini che professionisti.

Tuttavia, l’EDPB e l’EDPS ritengono che questo nuovo sistema di pagamento digitale non sia ancora pronto per essere in funzionamento poiché servono standard di protezione dei dati personali e della vita privata più elevati per guadagnare la fiducia dei cittadini in questa nuova valuta digitale.

In questo senso, le autorità europee hanno pubblicato un parere congiunto con le diverse raccomandazioni e miglioramenti da includere nel nuovo sistema di pagamento per garantire un livello adeguato di protezione dei dati personali, in adempimento dei principi di privacy by default e privacy by design. Infatti, la vicepresidente dell’EDPB, Irene Loizidou Nicolaidou ha dichiarato: “Con il presente parere comune la Corte intende garantire che la protezione dei dati sia integrata nelle prime fasi di progettazione dell’euro digitale quando viene utilizzato sia online che offline e che le responsabilità in materia di protezione dei dati di ciascuno degli attori che partecipano all’emissione dell’euro digitale siano chiaramente specificate nel regolamento.”

Nel parere viene chiesto, in particolare, che siano trattati solo i dati personali necessari al funzionamento della moneta digitale, in rispetto del principio di minimizzazione, riducendo il trattamento di dati personali ed evitando la concentrazione di dati da parte della BCE o delle banche centrali nazionali. Inoltre, propongono l’introduzione di un obbligo esplicito di pseudonimizzazione dei dati relativi alle transazioni nei confronti della BCE e delle banche nazionali.

Inoltre, l’EDPB e l’EDPS raccomandano di introdurre una “soglia di riservatezza” per le transazioni online, al di sotto della quale né le transazioni offline né quelle online di modesto valore siano tracciate ai fini della lotta contro il riciclaggio di denaro e per la lotta al finanziamento del terrorismo.

Insieme a quanto sopra, le autorità si soffermano sui ruoli e le responsabilità degli attori che interverranno nell’emissione dell’euro digitale, come Bce, banche centrali nazionali, fornitori di servizi di pagamento e fornitori di servizi di supporto, raccomandando di chiarire le responsabilità in materia di protezione dei dati di ciascuno di essi.

Le autorità continueranno a monitorare e fornire orientamenti in merito agli sviluppi della presente proposta di regolamento in base alle rispettive responsabilità.

Fonte: https://edpb.europa.eu/

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