GA4-pro-e-contro

Ancora una volta ci troviamo a parlare di uno degli strumenti di marketing più utilizzato e conosciuto, Google Analytics, oggetto di pareri discordanti circa il suo utilizzo come strumento di collezione e catalogazione di dati web. Per quale motivo?

L’Autorità svedese IMY ha recentemente pubblicato nuovi provvedimenti, frutto di lunghe indagini: ciò che viene contestato alle aziende coinvolte è la mancata conformità del trasferimento dei dati poichè riferisce che Google Analytics permette di identificare univocamente l’Interessato, violando indiscutibilmente i principi del Regolamento. Tale riflessione è frutto di una serie di audit condotti dall’Autorità nei confronti di quattro aziende, contro le quali l’associazione NOYB aveva presentato almeno un centinaio di reclami già a partire dal 2020.

Gli audit hanno permesso di constatare che i dati trasferiti riguardassero anche l’indirizzo IP, il Client ID e le relative attività di visita ed esplorazione del sito web, registrate mediante cookies. Le realtà coinvolte hanno quindi ricevuto una sanzione relativamente gravosa proprio alcuni giorni prima dell’emanazione del Data Privacy Framework (D.P.F.).

Il Data Privacy Framework

Nel recente mese di luglio 2023, come anticipato, è stato raggiunto l’accordo USA-UE il quale prevede alla base del trasferimento di dati al di fuori dello Spazio Economico Europeo (e verso gli States) una decisione di adeguatezza – DPF Data Privacy Framework – a garanzia dello standard europeo di protezione dei dati personali. Un’ottima notizia che sembrerebbe confermare la conformità del trasferimento dati verso gli USA.

In aggiunta Google ha più volte dichiarato che la nuova versione del software di monitoraggio, Google Analytics 4, è stata pensata per essere conforme al GDPR.

Siamo dunque tutti più sereni?

Non c’è una risposta certa… Google si è riconfermata nell’elenco delle società aderenti al Framework e ciò farebbe pensare ad un lecito utilizzo di Google Analytics 4. C’è però già odore di una nuova sentenza Schrems e c’è chi sostiene che la piattaforma GA4, in realtà, non offrirebbe realmente le garanzie che promette. La serenità sul tema, al momento, sembra dunque latitante e resta un clima generale di diffidenza.

Difficile definire cosa consigliare alle aziende che in molti casi hanno sperato che Analytics 4 fosse la soluzione, ma che tutt’ora non trovano risposte certe sul futuro. Al momento l’opzione migliore sembra ancora quella di optare per soluzione diverse da quelle proposte da Google, che risultino essere senza dubbi GDPR compliant.

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