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La Corte di Giustizia si pronuncia in definitiva, nella causa C-154/2021 “Österreichische Post (Informazioni relative ai destinatari di dati personali)” affermando che: “Ogni persona ha il diritto di sapere a chi sono stati comunicati i propri dati personali”. Il caso ha riguardato un cittadino europeo (RW) che ha esercitato il diritto di accesso ai propri dati personali, all’Österreichische Post, il principale operatore di servizi postali e logistici in Austria. La società si è limitata ad informare il cliente della comunicazione dei suoi dati a categorie generali di destinatari (inserzionisti attivi nel settore della vendita per corrispondenza, imprese informatiche, associazioni di beneficenza, organizzazioni non governative o partiti politici). RW ha citato, dunque, in giudizio la società. I giudici di primo grado e d’appello hanno respinto il ricorso di RW in quanto “l’articolo 15, paragrafo 1, lettera c), del GDPR, nella parte in cui fa riferimento a «destinatari o categorie di destinatari», accorderebbe al titolare del trattamento la possibilità di indicare all’interessato soltanto le categorie di destinatari, senza dover indicare nominativamente i destinatari concreti ai quali sono trasmessi i dati personali”.

RW, allora, ha proposto ricorso in Cassazione dinanzi alla Corte Suprema di Austria interrogatasi sull’interpretazione corretta dell’articolo 15, paragrafo 1, lettera c), del Regolamento Europeo Privacy 2016/679, in quanto dalla formulazione di tale disposizione “non emerge con chiarezza se essa conceda all’interessato il diritto di avere accesso alle informazioni relative ai destinatari concreti dei dati comunicati o se il titolare del trattamento possa scegliere discrezionalmente il modo in cui intende dare seguito a una richiesta di accesso all’informazione sui destinatari”. La Corte ha, dunque, operato un rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia Europea al fine di ottenere delucidazioni in merito alla corretta interpretazione della norma.

Con sentenza pronunciata in data 12 gennaio 2023, la Corte di Giustizia ha sancito che “l’articolo 15 del GDPR prevede un vero e proprio diritto di accesso a favore dell’interessato, di modo che quest’ultimo deve poter scegliere se ottenere le informazioni concernenti, ove possibile, i destinatari specifici cui detti dati sono stati o saranno comunicati o quelle riguardanti le categorie di destinatari.” Pertanto, si deve ritenere che le informazioni fornite all’interessato a titolo del diritto di accesso previsto all’articolo 15, paragrafo 1, lettera c), del GDPR debbano essere le più esatte possibili, lasciando la possibilità per l’interessato di ottenere le informazioni sui destinatari specifici o, alternativamente, di scegliere di limitarsi a richiedere informazioni riguardo le categorie generali dei destinatari.

Alla luce delle considerazioni suesposte, la Corte conferma che sussiste l’obbligo per il Titolare del trattamento di fornire, laddove richiesto dall’interessato, i dati specifici dei destinatari “a meno che non sia impossibile identificare detti destinatari o che il suddetto titolare del trattamento non dimostri che le richieste di accesso dell’interessato sono manifestamente infondate o eccessive, ai sensi dell’articolo 12, paragrafo 5, del GDPR, nel qual caso il titolare del trattamento può indicare a detto interessato unicamente le categorie di destinatari di cui trattasi”.

FONTE: Sentenza della Corte di Giustizia EUR-Lex – 62021CJ0154 – EN – EUR-Lex (europa.eu)

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