IL GARANTE AVVERTE WORLDCOIN

Il caso Worldcoin

Il Garante Privacy italiano invia un avvertimento a Worldcoin Foundation, ma come mai?

Worldcoin Foundation sostiene il progetto lanciato dall’amministratore delegato di OpenAI, Sam Altman, che si basa sulla scansione dell’iride mediante un  dispositivo denominato Orb, il quale a sua volta genera un identificatore univoco a livello mondiale chiamato World ID, in grado di distinguere esseri umani dai prodotti dell’IA.

Il World ID verrebbe impiegato, sulla World App, per creare una rete finanziaria globale di token basata sulla cryptovaluta WLD. Coloro che acconsentiranno alla scansione dell’iride e forniranno ulteriori dati personali, riceveranno già token WLD gratuiti.

In Italia i sistemi Orb non sono ancora approdati, ma gli italiani possono già scaricare la World App e riscattare i token gratuiti fornendo i propri dati personali, seppure senza la scansione dell’iride.

Dopo una breve spiegazione sembra quasi logica e scontata la reazione del Garante di fronte a tale progetto.

L’utilizzo dell’iris scanning, e quindi di un dato biometrico, è sempre “protetto” e supervisionato dal nostro Garante.

Dati biometrici

Sappiamo infatti che i dati biometrici, ossia “dati ottenuti da un trattamento tecnico specifico relativi alle caratteristiche fisiche, fisiologiche o comportamentali di una persona fisica che ne consentono o confermano l’identificazione univoca”, rientrano nella categoria dei dati particolari ex art. 9 GDPR.

Al paragrafo 1 dell’art. 9, il Regolamento ci dice che è vietato trattare dati particolari a meno che non sussistano casi specifici quali consenso esplicito, obblighi di legge, interesse vitale…

Insomma, abbiamo davanti dei dati che necessitano sempre una maggiore attenzione e protezione nel loro trattamento ed è per questo che il Garante è in allerta.

Le misure del Garante

In particolare il Garante avrebbe già riscontrato diverse violazioni da parte di Worldcoin:

  • Mancanza di un meccanismo di verifica dell’età sia in fase di scan dell’iride sia in fase di installazione dell’app;
  • Mancanza di consenso degli interessati sulla base di un’informativa sufficiente che indichi i rischi associati alla raccolta dati.

Nel frattempo il progetto è già stato sospeso in India, Kenya e Spagna poiché i rispettivi Garanti sono preoccupati dei risvolti che potrebbe avere tale attività.

L’innovazione tecnologica avanza e diventa sempre più “invasiva”; per questo sarà fondamentale trovare il giusto compromesso con la protezione dei dati per non intaccare i diritti degli interessati.

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