I CODICI DI CONDOTTA E LE CERTIFICAZIONI IN AMBITO DATA PROTECTION

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Il Regolamento europeo prevede l’onere della prova in capo al titolare e al responsabile del trattamento: questi quindi dovranno essere in grado di dimostrare di aver messo in atto misure organizzative e di sicurezza adeguate sia alla particolare tipologia di dati che trattano sia agli specifici trattamenti che effettuano.
Best practice, codici di condotta e certificazioni possono, di conseguenza, essere utilizzati come elementi di prova.

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Siti web, privacy e normativa

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Articolo ospite redatto da Chiara van Zeyl – Responsabile della web agency Blu Logo

Ti sei mai chiesto perché alcuni siti hanno tante visite e altri molte meno?

I fattori sono tantissimi -ma davvero tanti tanti!- e per elencarne qualcuno potremmo dire:

  • Brand – ovvero quanto è famoso un nome
  • Anzianità – da quanti anni il sito esiste
  • Marketing – le attività che si fanno per rendere visibile un sito

L’APPLICAZIONE DEL GDPR SECONDO IL GARANTE

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Secondo il Garante per la protezione dei dati sono tre le cose che gli enti pubblici devono fare con assoluta priorità per adeguarsi al Regolamento Europeo 679/2016: la nomina del responsabile della protezione dei dati, l’istituzione dei registri di trattamento e la preparazione delle procedure di segnalazione degli attacchi informatici subiti (data breach).

LE AZIENDE E LA CYBERSECURITY

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Il noto sviluppatore di software antivirus Kaspersky Lab ha condotto un esperimento “fatto in casa” con una chiavetta Usb: sembrerà incredibile, ma sono sufficienti 20 dollari e qualche ora di lavoro di una persona con conoscenze base di programmazione per trasformare una semplice chiavetta in un potente strumento di “hacking”, perfettamente capace di infettare le reti informatiche di un’azienda.

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PRIVACY E BYOD

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Bring your own device (BYOD), o bring your own technology (BYOT) significa “porta il tuo dispositivo” (o porta la tua tecnologia): si tratta di un’espressione usata per riferirsi alle politiche aziendali che permettono di portare i propri dispositivi personali nel posto di lavoro ed utilizzarli come strumenti aziendali.

Sebbene l’utilizzo di queste soluzioni sia indubbiamente conveniente, questo comporta, inevitabilmente, rischi di protezione dei dati: sono infatti dispositivi nati per essere usati tra privati e non a livello professionale.

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